Stamattina sveglia presto, che dobbiamo prendere l'aereo per Da Nang !
Ci prepariamo, carichiamo tutto sul taxi e ... Ferma ! Abbiamo dimenticato i passaporti in Hotel ! Grande Giambo che all'ultimo se lo ricorda!!
Arriviamo in aeroporto, facciamo il check-in (Ci viene consegnata una specie di ricevuta da supermercato) e finalmente ci imbarchiamo.
Dormiamo per praticamente tutto il volo di un'ora, e con disappunto notiamo che Da Nang e' coperta dalle nuvole ! Per fortuna la temperatura al suolo e' decisamente piu' piacevole che ad Ha Noi, e possiamo finalmente girare in maglietta
Da Nang

All'uscita ci aspetta Nguyen con moglie e figlioletto (amico di Sara, un' amica di Anna), ci porta a mangiare in un ristorantino tipico al bordo della strada, dove il cibo è semplice ma buonissimo (anche se l'igiene lascia un po' a desiderare) e poi facciamo un giro della citta'. La città di Danang si presenta con strade molto piu' ampie di Hanoi, quindi il traffico almeno si disperde un pochino, poi essendo domenica, la città ci sembra deserta. Avvicinandosi pero' al centro scopriamo molta vita, anche perché molti negozi sono aperti. Città piu' nuova e moderna di Hanoi, ma con meno fascino. Nguyen ci porta fino in cima ad una collina che sovrasta la città e la sua baia, dove l'anno scorso hanno eretto un'enorme statua di Buddha bianco. Essendo cattolica la moglie di Nguyen rimane in auto con il piccolino e solo Nguyen (ateo) ci accompagna. Un paio di foto da turisti e via di nuovo in auto. Da notare che il piccolo figlioletto di tre anni starà in auto in braccio alla madre seduta sul sedile anteriore. Alla faccia della nostra sicurezza con i sedili per bambini... A tenerlo calmo per tutto il tempo del viaggio in auto ci pensa un dvd-recorder piazzato sul cruscotto, che mostra un corso di inglese e aritmetica per bambini in forma di karaoke digitale.
Nguyen è molto loquace, il suo inglese abbastanza buono da poterci raccontare tantissimo sulla storia e cultura del suo paese. Ci racconta dell'isola li' vicina che la Cina si e' annessa nel 1974, del casino' cinese sulla spiaggia interdetto alla gente del posto e con dei sospetti muri spessi un metro ... Conclude dicendo che non si fida affatto dei cinesi, che questi cercano in tutti i modi di conquistare il Vietnam !
Dopo la lunga chiaccherata ci portano a fare un giro in un centro commerciale (ci fa sorridere l'idea che ci mostrino le modernità della città), dove pensiamo di bere un caffé e finiamo per ritrovarci nelle mani un hot dog (sono le 15). Concludiamo il giro con una visita a casa sua, dove ci attende sua madre di 75 anni, che sembra una coppia esatta di quelle vecchiette rugose che lavorano nel campo indossando il tradizionale cappello a punta. Qui consegniamo i regali portati dalla Svizzera (di Sara) fotografie di rito ed e' gia' ora di ripartire !
Ci propone di portarci fino a Hoi An, a passo di lumaca e ch8 e con questo intendiamo 30 km/h!!) chiacchierando senza guardare la strada giungiamo in citta' che e' gia' sera.
Hoi An

Nguyen ci ha organizzato un Hotelino del fratello del collega di un suo amico, quindi riesce a strappare un ottimo prezzo, cioé 12.50$ invece di 15$, che per noi sarebbero già stati pochi . L'hotel é semplice, ha un po' meno conforts di quelli precedenti, ma è in pieno centro storico, senza sembrare rumoroso.
Ceniamo in un ristorantino e discutiamo della situazione attuale del Vietnam: Non nasconde il fatto che la sua buona situazione economica dipende dalle "commissioni" (Creste, bonus, bustarelle ... Chiamatele come volete !) e che e' l'unico modo per potersi arricchire in questo paese (Oltre la compravendita di terreni, materia nella quale pare ci sappia fare). Dice che al momento il Vietnam si trova a un bivio: O seguire gli USA o seguire la Cina. La sua opinione e' che la cosa giusta e' seguire gli USA: Nonostante gli immensi danni causati dalla recente guerra e' storia passata e non era una guerra di conquista, mentre la Cina, oltre a aver dominato il paese per mille anni, cerca in tutti i modi di annettersi il territorio.
Si sta facendo tardi, la moglie gli fa capire di smettere di ciciarare e che vorrebbe tornare a casa . Salutiamo, ringraziamo di tutto cuore, torniamo in Hotel dove chiudiamo gli occhietti


Wir erwachen um 7.30, um den Taxi Richtung Flughafen um 8.15 zu nehmen. Kaum eingestiegen denkt Gabriele laut, haben wir alles? Oh nein, die Passporte!! Wie ein Blitz holt er die von der Reception! (hier werden an der Reception behalten, bis man auscheckt). Wow, Gl√ľck gehabt!!
Während dem Flug Richtung Da Nang (in der Mitte des Landes, am Meer) schlafen wir die ganze Zeit. Unter uns eine dicke Wolkenschicht... Auch hier keine Sonne ??
Als wir austeigen, erwartet uns Nguyen, ein Freund einer Freundin vom Tessin, die sich vor 18 Jahren hier kennengelernt haben. Er ist mit Frau und kleinem Sohn gekommen, um uns etwas von der Stadt zu zeigen. Sie tragen alle elegante Kleider, vielleicht extra f√ľr uns, vielleicht weil es Sonntag ist. Die Temperatur von ca 20 Grad ist endlich angehenm, aber es regnet leicht... Sie fahren uns mit dem Auto √ľberall durch und um die Stadt. Wir halten f√ľr Zmittag in einem kleinen Strassenrestaurant, wo die Hygiene etwas √ľbrig l√§sst, aber das einfache Essen sehr schmeckt. Nguyen spricht sehr gut Englisch, die Frau versteht leider wenig. Er ist sehr gespr√§chig, erz√§hlt uns viel √ľber die Geschichte von Vietnam, die Angst von einem Krieg mit China und der fast vergessene Krieg mit USA. Wir besichtigen eine Pagoda mit einer riesigen Buddhastatue, wo man eine wundersch√∂ne Aussicht zur Stadt und Bucht hat. Leider ist sehr bew√∂lkt und das Licht ist schlecht. Die Frau von Nguyen bleibt im Auto, einerseits weil sie beim Kleiner sein will, anderseits auch weil sie katholisch ist, und deswegen die buddhistische Tempel nicht eintreten will/darf. Wir fahren weiter durch die Stadt, die im Vergleich zu Hanoi viel ruhiger ist. Die Strassen sind breiter weil neuer, der Verkehr deutlich weniger. Sie scheint moderner, aber weniger faszinierend.
Zusammen gehen wir zu einem Shoppingzentrum; nicht wirklich erwartet von uns... aber es scheint, dass sie uns die moderne Sachen zeigen möchten. Wir haben uns gefragt, ob sie sich dort etwas kaufen leisten. Die Familie scheint in der mittleren Schicht zu leben. Sie waren arm, aber durch das beschlossene Studium schaffte er, einen guten Job und Lohn zu haben.
Wir profitieren, um dort ein Kaffe zu trinken (in einem Fast food), aber plötzlich scheint seine Frau mit 4 Hotdogs in der Hand (ist 16 Uhr)...
Wir fahren dann kurz zu ihnen nach Hause. Der Quartier ist ziemlich arm, wir haben M√ľhe mit dem Auto durch die enge Gasse zu fahren, einige Roller m√ľssen zuerst auf die Seite gebracht werden. Das Haus geh√∂rt seiner Mutter: seit dem Tod seines Vaters letztes Jahre leben sie alle hier, damit die Mutter nicht alleine ist. Das Haus ist im typischen Vietnamesisches Style: hoch und extrem eng (nur ca. 3 Meter breit!!). Fenster nur an der Front und hinten, weil seitlich andere H√§user gebaut sind. Das Hauus ist sehr gepflegt, wenige aber sch√∂ne klassische M√∂bel, √ľber drei St√∂cke. Die Grossmutter erwartet uns mit einem herzigen L√§cheln. Sie ist 75 Jahre alt, scheint wegen der vielen Falten viel √§lter. Sie sieht genau so aus, wie in einer Postkarte, wo eine alte Landsfrau mit einem typischen Hut beim Reisfeld arbeitet.
Wir lassen die Geschenke aus der Schweiz und fahren weiter nach Hoi an, eine ber√ľhmte Stadt (geh√∂rt auch zu UNESCO) 30 km entfernt. Nguyen f√§hrt erst seit einem Jahr und ist extrem vorsichtig auf der Strasse und ist so in seiner Erz√§hlungen vertieft, dass er nur ca. 30 Km/h f√§hrt.. die Strasse ist zum Gl√ľck genug breit, damit alle andere Fahrzeugen uns wiederholen k√∂nnen. Das Kind, auf dem Schoss vom Mami vorne, ist dank einem DVD-Recorder abgelenkt.
Wir erreichen Hoi an um 19 Uhr ca. Er f√§hrt uns zu einem Hotel, wo er die Besitzerin kennt. Er schafft f√ľr uns ein Discount, d.h. statt 15, nur 12.50 $/Nacht... Das Hotel ist einfach, sauber, etwas √§lter als die Vorherigen. Aber wir bleiben weil wir nicht "Tussys" scheinen m√∂chten. Der grosse Vorteil ist dass es Mitte in der Altstadt liegt,sehr praktisch.
Wir gehen in einem Restaurant essen, und obwohl wir nicht so Hunger haben, k√∂nnen wir das feine Essen nicht wiederstehen. Ohne es zu wissen, bestelle ich eine Sp√§zialit√§t der Stadt, die White Rose: ged√§mpfte Won Ton mit Crevettenf√ľllung...lecker!
Nguyen ist sehr gespr√§chig, w√ľrde uns die ganze Nacht unterhalten, aber um 22 Uhr l√§sst seine Frau ihm merken, dass es sp√§t ist. Das Kind ist schon lange auf ihrem Schoss eingeschlafen und sie beginnen morgen um 7.30 arbeiten.
Wir bedanken uns herzlich und suchen den Hotelweg.